Sicurezza, la normativa sull’aggiornamento Rspp datore di lavoro


Posted On Jun 28 2017 by

Di recente sono state pubblicate alcune novità in relazione all’obbligo del datore di lavoro di provvedere al suo aggiornamento professionale in materia di sicurezza sul lavoro quando questi svolga la funzione di RSPP.

Come noto il T.U. Sicurezza riconosce al datore di lavoro la facoltà di ricoprire le funzioni spettanti al Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, facoltà da poter esercitare entro certi limiti e in talune situazioni. In altre è obbligatorio invece un RSPP interno, e in altre ancora un consulente esterno (Rspp esterno).

In linea generale al comma 6 dell’art.32 il T.U. Sicurezza prevede obbligo di aggiornamento quinquennale per tutti coloro che ricoprono il ruolo di Rspp. Quando i compiti e le funzioni del Responsabile sono svolte direttamente dal datore di lavoro insorge l’obbligo di aggiornamento Rspp in materia di sicurezza, secondo un calendario e per alcuni specifici argomenti. La materia è trattata dal D.Lgs. 81/2008 che ha ordinato e disciplinato tutta una serie di figure professionali con compiti e funzoni specifiche il cui obiettivo finale è apportare maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro e nei cantieri mobili e temporanei, civili e industriali.

La formazione indispensabile per aggiornare le proprie competenze in merito ad evoluzioni normative e nuovi decreti attuativi sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori in azienda. Le modalità di partecipazione ai corsi formativi sono regolate dall’accordo Stato/Regioni che diventa parte integrante del richiamato T.U. Sicurezza.

Gli Rspp datori di lavoro sono quindi tenuti a frequentare dei corsi di aggiornamento la cui durata varia da 16, 32 o 48 ore a seconda dalla classificazione di rischio aziendale (regolata secondo delle specifiche tabelle che considerano l’attività svolta e il settore merceologico). Sono previste tre categorie di rischio:

  • Rischio basso (16 ore) – rientrano in questa categoria uffici, commercio al dettaglio, ingrossi, informatica, alberghi e hotel, ristoranti, bar, pub, locali notturni, associaizoni culturali, sportive, ricreative, ecc.
  • Rischio medio (32 ore) – rientrano in questa categoria di rischio: agricoltura, trasporti, magazzini, istruzione, Amministrazione Pubblica, difesa, assistenza sociale non residenziale, servizi postali e attività di corriere, ecc.
  • Rischio elevato (48 ore) rientrano in questa categoria di rischio: (industria, costruzioni, stampa, industrie alimentari, estrazione minerali, sanità, assistenza sociale residenziale, smaltimento rifiuti, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature, ecc.)

Questi corsi sono obbligatori per il datore di lavoro che intende ricoprire l’incarico di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, la legge in aggiunta prevede un aggiornamento quinquennale con ulteriori corsi formativi della durata minima di 6 ore.

Da ricordare che la figura del Rspp può essere assunta anche da un dipendente o da un consulente esterno, e in questi casi il percorso formativo è differente e molto più tecnico. In genere è necessario aver seguito uno dei tanti corsi sicurezza sul lavoro che molte aziende e società di formazione mettono in campo. Del resto lo stesso Testo Unico Sicurezza e la normativa italiana esalta il ruolo fondamentale della formazione e dell’aggiornamento professionale, indispensabile in un settore così cruciale e fluido ocme quello della salute.

Il datore di lavoro resta sempre e comunque il responsabile di ciò che accade in azienda per quanto riguarda la sicurezza, e resta colui delegato alla nomina di un RSPP.

Last Updated on: June 28th, 2017 at 7:44 am, by admin


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